La nebbia di Hietzing (Pedini, Carlo)

Sheet Music

Scores

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Carlo Pedini (2017/4/16)

Publisher. Info. Carlo Pedini, 1995.
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General Information

Work Title La nebbia di Hietzing
Alternative. Title
Composer Pedini, Carlo
I-Catalogue NumberI-Cat. No. ICP 20
Movements/SectionsMov'ts/Sec's 1
Year/Date of CompositionY/D of Comp. 1995
First Performance. 1999
First Publication. 1995
Dedication a Ciro Scarponi e al suo Quintetto
Average DurationAvg. Duration 13 minutes
Composer Time PeriodComp. Period Modern
Piece Style Modern
Instrumentation clarinet, 2 violins, viola, cello

Misc. Comments

Sulle colline a ovest di Vienna, poco distante da Schönbrunn, il castello degli Imperatori, c’è il piccolo sobborgo di Hietzing. Dalla collina di Hietzing, l’inverno, si vede Vienna, fredda e silenziosa. Durante l’inverno, nei giorni senza vento, ogni mattina da Vienna si alza una nebbiolina leggera, che avvolge Hietzing alle prime luci dell’alba, e resta lì, a galleggiare fino a sera. A Hietzing, poco fuori del villaggio, c’è un piccolo cimitero, il cimitero di Hietzing. Il cimitero di Hietzing, è quasi sempre vuoto e silenzioso. I suoi ospiti, per lo più, sono morti da lungo tempo e non hanno più amici o parenti che vadano a far loro visita. Sono morti da tempo, come la città che tutti abbiamo nel cuore, e che giace tranquilla alle sue spalle, immobile come l’aria rigida di nebbia. La nebbia di Hietzing rende il cimitero ancora più silenzioso, ancora più immobile. Ogni tanto, dicono, un suono lontano (sempre più lontano) risuona fra le tombe e i cipressi. Sembra un clarino, o forse un quartetto. Ma probabilmente è solo un’impressione, fra quei grigi e quei verdi, scuri e freddi, che compaiono e scompaiono nella nebbia. Dicono che qualche volta però, il suono ritorna a farsi più chiaro. Che sembra quasi di riconoscerlo. Sono i pezzi per clarinetto, quelli sentiti a Vienna all’inizio del secolo, che fecero scandalo, o la Suite Lirica che lasciò esterrefatto il grande Schönberg, lui, che di quartetti ne aveva già scritti quattro. E di nuovo, com’era venuto, quel suono, scompare di nuovo, in mezzo alla nebbia. Nel cimitero di Hietzing, sotto gli alberi, nascosta da foglie e rampicanti, c’è una croce di legno, ad indicarci una piccola tomba, diversa e uguale a tutte le altre. E’ ancora lì, nel cimitero di Hietzing, da quando venne piantata in quel freddo dicembre del 1935. Un nome, un nome soltanto, è inciso sul legno: Alban Berg.


On the hills to west of Vienna, not far from Schönbrunn, the castle of the Emperors, there is the small suburb of Hietzing. From the hill of Hietzing, in the winter, you can see Vienna, cold and silent. During the winter, on the days without wind, every morning from Vienna rises a light mist, which envelops Hietzing at first light, and remains there, to float into the evening. In Hietzing, just outside the village, there is a small cemetery, the Hietzing cemetery. The cemetery of Hietzing, is almost always empty and quiet. His guests, mostly, are long dead and no longer have friends or relatives who go to visit them. They are long dead, as the city that we all have in our hearts, and lying quiet behind him, motionless as the stiff air of fog. The fog of Hietzing makes it even quieter cemetery, even more still. Every now and then, say, a distant sound (farther away) resonates among the tombs and cypresses. It looks like a clarinet, or perhaps a quartet. But it is probably just an impression among those gray and those green, dark and cold, that appear and disappear in the mist. They say that sometimes, however, the sound returns to be clearer. That seems to recognize it. They are the pieces for clarinet, those felt in Vienna at the beginning of the century, who made a scandal, or the Lyric Suite, which left stunned the great Schönberg, he, who had already written quartets of four. And again, as he had come, the sound disappears again into the mist. In the cemetery of Hietzing, under the trees, hidden by leaves and vines, there is a wooden cross, directing a small grave, different and equal to all others. It 's still there, in the cemetery of Hietzing, since it was planted in the cold December of 1935. One name, only one name is engraved on the wood: Alban Berg.